La "Via del Sale"




Antico antenato della moneta, necessario all'uomo per vivere, il sale da sempre è stato mezzo di scambio tra i popoli.

Come accade a tutte le merci preziose, soggette ad abusi e speculazioni di ogni genere, anche attorno al sale si sviluppò un florido contrabbando che trovò nei percorsi di crinale una valida e trafficata via di transito.
Dai Magazzini del Sale e dalle Saline di Cervia, sull'antica "Via del Sale' questo bene prezioso affrontò i primi contrafforti della vallata del Bidente nel tentativo di raggiungere un territorio nel quale sarebbe stato scambiato con un'altrettanto necessaria merce: il tabacco.
Sale e tabacco dunque, soprattutto sale, per segnare nelle tracce della memoria un antico percorso che ha visto unite saline, crinali e vallate.
Cà Bionda, non lontano da un immaginario confine di Stato, è, oggi come allora, passaggio, sosta o meta di quanti vogliono, pedalando, carpire un segreto in più di questo itinerario. E in una notte illuminata dalla luna piena potrebbe capitare di vedere il fantasma di vecchi contrabbandieri di sale scambiare la preziosa merce con altrettanto ricercato tabacco dei mercanti toscani, il tutto cercando di eludere la stretta vigilanza delle guardie dello Stato Pontificio o quelle del Gran Ducato di Toscana.
Un'impressione che forse qualche visitatore ha avuto percorrendo dopo secoli l'antica "Via del Sale ", che da Cervia porta a Firenze arrampicandosi per i contraffarti e i crinali boscosi dell'Appennino tosco-romagnolo.
Recuperata grazie all'intervento del gruppo Alpini di Forlì, il sentiero attraversa le bellezze naturalistiche del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ed é interamente tabellato, ideale per le escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike.
Il percorso, tra i più belli e suggestivi di questo Appennino, permette un'avventura, attraverso profumi e suoni di una natura generosa e segreta, a quanti desiderano evadere dal traffico cittadino.
Notevolmente apprezzato dai turisti europei, il sentiero costituisce un entusiasmante percorso a metà strada tra l'escursionismo e il tuffo nella storia, incontrando ruderi di antichi castelli o torri munite che servivano alla difesa degli accessi alle valli del Bidente e del Rabbi.


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